venerdì, 05 maggio 2006

Giancarlo De Cataldo - Romanzo criminale

Troppo romanzato per essere una storia vera e troppo verosimile per essere solo un romanzo De Cataldo ci regala un gioiello di quel romanzo civile che in Italia mancava dai tempi dell'ultimo Pasolini incompiuto e trova eco non stilistico ma di contenuti solo nei misteri d'Italia di Lucarelli o nelle narrazioni orali di Paolini aggiungendoci molta più libertà di inventiva arrivando quindi ad assomigliare ad un Ellroy de noartri.

Partendo dalla storia della banda della Magliana ed in particolare dai suoi lati più oscuri De Cataldo ci accompagna attraverso una possibile linea di lettura degli anni più bui della storia italiana, bui ormai soltanto per il disinteresse di chi si rifiuta di sapere per ottusità o per indiferenza (termini che mai come in questo caso possono ritenersi pressochè sinonimi).

Quello che stupisce è la capacità nel padroneggiare una trama sempre più intrecciata e complessa con pochissimi cedimenti di tensione e desiderio di lettura.

Approfondire il tema con il più reale Ragazzi di malavita di Bianconi.

Voto: 8

 

 

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categoria:libri
lunedì, 10 aprile 2006

Jennifer Haigh - Torri di Bakerton

Un libro che inizia con la frase testuale: "Silenziosa, cade la neve" non può essere continuoato da alcuno che abbia un minimo di riguardo verso qualsiasi forma di letteratura.

Voto: non pervenuto per abbandono da record dopo la irritante prima frase.

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categoria:libri
lunedì, 10 aprile 2006

Paul Auster - Gioco suicida

Scritto parecchi anni fa con lo pseudonimo di Paul Benjamin lo scrittore più cool della New York di stradasenzaesagerare si cimenta con un hard boiled che annoia dopo 20 pagine, vale a dire appena si scopre che non potrà mai aggiungere nulla al Chandler da cui ricopia a piene mani.

Voto: 4

 

postato da: icecreamman alle ore 21:31 | Permalink | commenti
categoria:libri
lunedì, 10 aprile 2006

Sideways

di Alexander Payne

Bella e divertente commedia molto meno enologica di quanto ci si potrebbe aspettare dalle varie recensioni e commenti. Un addio al celibato con riscatto vitale del non festeggiato, una coppia di amici molto mal assortita e un viaggio tra vini, amore e vita.

Voto:7,5

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categoria:film
lunedì, 10 aprile 2006

The Island

di Michael Bay con Ewan McGregor e Scarlet Johansson

Pessima idea l'affidare una sceneggiatura potenzialmente ad alto livello psicologico ad un regista di film d'azione (Bad boys, Peral Harbor). L'idea non è brutta anche se nemmeno nuova e pesca a piene mani da Matrix, Gattaca,Total Recall e da altri film di fantascienza più recenti. La storia di una fabbrica di cloni per il ricambio organico di alcuni facoltosi assicurati e della ricerca della sopravvivenza di un paio di loro un po' tirata per i capelli in alcuni passaggi narrativi trascurati a discapito di inseguimenti a non finire. 

Voto: 6

 

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categoria:
lunedì, 10 aprile 2006

Il caimano

di Nanni Moretti con Silvio Orlando, Jasmine Trinca, Margherita Buy

Tutto il can can mediatico scatenatosi con questo film anti-berlusconi gioverà a Moretti dal punto di vista degli incassi ma gli si ritorce contro attribuendo un esclusivo valore critico-politico a quello che risulta probabilmente uno dei suoi (se non il suo) film più belli. Bravissimi tutti gli attori (spettacolare nel suo essere bambino uno dei figli, incredibilmente e finalmente contenuta la Buy) ad esclusione del solo Moretti che si rivela completamente inadatto nel finale. Alcune scene da storia del cinema che ne faranno la fortuna in un annunciato trionfo a Cannes. il film racconta la storia di un produttore agli sgoccioli, il suo rapporto con la moglie e con i figli, le nevrosi dei più piccoli, racconta la coscienza civile di alcuna parte della nuova generazione e solo in minima parte si concentra sul negativo personaggio Berlusconi. Bellissima la camminata sui giocattoli e alcune altre scene fotografie. Per cinefili alcuni camei.

Voto: 8

 

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categoria:film
domenica, 02 aprile 2006

The interpreter

di Sidney pollack con Nicole Kidman e Sean Penn

Da uno degli sceneggiatori più richiesti di Hollywood  (Steve Zaillian: Schindler's list(6), Gangs of New York(6,5), Risvegli(5)) e dal regista de I tre giorni del condor(7) ci si aspettava qualcosa di molto meglio di questo thriller semi-politico senza troppi colpi di scena e troppo lungo nello svolgimento complessivo.

Un'interprete ascola per sbaglio (?) l'ipotesi di un omicidio di un leader africano sanguinario. Cercano di capire come proteggere il soggetto e se lei è coinvolta. Lo salvano, con poco sforzo avendo organizzato tutto lui come forma di legittimazione contro il terrorismo interno, ma lo arrestano per crimini contro l'umanità.

Del resto Pollack fa pochi film ma l'ultimo accettabile era Il socio(6,5) che ha tredici anni (sicuramente non un capolavoro ma molto meglio di questo) mentre per ritrovare qualcosa di notevole bisogna andare ancora più indietro.

Un grande regista che ha finito tutto quello che aveva da dire e si diverte a fare camei nei film propri e altrui.

Voto: 5

Promemoria: spesso gli attentati non sono opera di terroristi ma di chi può utilizzare la paura per perpetuare il proprio potere.

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categoria:film
sabato, 01 aprile 2006

Joe David Brown - Paper moon

Addie Pray sembra la sorellina illegittima di Holden Caulfield. Joe David Brown è un autore pressoché sconosciuto in Italia, morto più di trentanni fa. Questo libro è freschezza allo stato puro. La storia di una bambina e del suo presunto padre tra affari grandi e piccoli che ricordano La stangata e E io mi gioco la bambina con tanto cuore, tanto divertimento e lo sfondo appena percettibile della Grande Depressione. Non un capolavoro di alta letteratura per le stesse intanzioni dell'autore ma un romanzo davvero molto divertente, una scoperta liberatoria che fa sperare in una ristampa di altre traduzioni dello stesso autore. Da questo libro è stato tratto il film Paper Moon di Peter Bogdanovich per il quale Tatum O'Neal vinse l'Oscar come miglior attrice non protagonista a soli 10 anni.

Voto: 7

Promemoria: Quello che non riuscirono a portar via lo distrussero o lo buttarono. C'era talmete tanto zucchero in giro che papà diceva sempre che sembrava ci fosse stata una tempesta di neve. I rigagnoli delle strade erano pieni di melassa.

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categoria:libri
venerdì, 31 marzo 2006

The life of David Gale

di Alan Parker con K.Spacey, K.Winslet, L.Linney

Un film sulla pena di morte, apprezzabile nelle intenzioni ma prevedibile nella presunta sorpresa finale. Un'attivista per i diritti umani muore misteriosamente e dell'omicidio viene accusato un collega. Imprigionato, decide di raccontare la sua parziale verità solo nell'imminenza dell'esecuzione. Il film lavora su continui flashback e basa il suo effetto emozionale su una trama da thriller che però ne risulta il vero punto di debolezza. Il finale si intuisce dopo meno di mezz'ora e tutto l'effetto in crescendo perde di sostanza.

Voto: 5,5

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categoria:film
lunedì, 27 marzo 2006

Conta su di me

Martin Scorsese fa da produttore esecutivo ad uno dei suoi sceneggiatori per Gangs of New York che, con questo piccolo film, esordisce alla regia. Niente di particolare ma nemmeno niente di male in un resoconto della provincia (americana ma non solo) e del rapporto tra normalità e anormalità. La storia di due fratelli rimasti orfani e del rapporto che lega la sorella protettiva al fratello sbandato, con graduale ribaltamento dei ruoli morali. Niente di eclatante ma nemmeno la pesantezza che ci si potrebbe aspettare (anche grazie al fratello di Culkin nella parte del figlio)

Voto:6,5

Promemoria: Laura Linney, carina e molto brava. Il film è del 2001 poteva già far prevedere la candidatura all'Oscar del 2005 (cosa che scopro adesso e per un film che non ho visto, ma sicuramente meritata).

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categoria:film
sabato, 25 marzo 2006

Paolo Nori - I quattro cani di Pavlov

Paolo Nori alcuni anni fa (parecchi, ormai. Il suo primo romanzo Le cose non sono le cose è del 1999) è stato una ventata d'aria fresca per la letteratura italiana. Uno stile inconfondibile, alcune invenzioni di gran classe, contenuti nascosti in un continuo vuoto apparente.

Purtroppo l'ultimo suo libro riuscito (seppur già inferiore ai suoi precedenti capolavori) risale a quattro anni fa e da allora ha tentato strade improbabili fino ad arrivare a questo romanzo dove sembra rifare il verso a se stesso e al suo inconfondibile modo di scrivere.

Involontariamente, temo.

Voto: 4

Promemoria: rileggere Bassotuba non c'è per ricordarselo in splendida forma (voto: 8).

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categoria:libri
sabato, 25 marzo 2006

Cinderella man

Jim Hague - Cinderella man

Un film e un libro dedicati alla vita di Jim Braddock, il pugile che, pur non essendo sicuramente uno dei migliori pesi massimi della storia, riuscì a vincere un titolo mondiale quando tutti lo davano per finito già da tempo rappresentando il tipico esempio del sogno americano durante la grande depressione successiva alla crisi del 1929 (la lettura del telegramma di Roosevelt spiega bene lo spirito dell'epoca e l'immagine di Braddock in quegli anni).

Nel film Ron Howard torna a dirigere Russell Crowe dopo il sopravvalutato A beautifull mind e come al solito tira fuori un melodramma poco incisivo da una storia che poteva essere meravigliosa riuscendo quasi a far rimpiangere il Rocky di Stallone mantenedo intatto uno dei più grandi misteri della Hollywood contemporanea: quanto tempo dovrà passare prima che si accorgano che Renée Zellweger è una delle peggiori attrici di tutti i tempi?

Il libro è molto più interessante e a tratti anche emozionante nel suo semplice elenco di incontri contornati da alcuni aneddoti e interviste dello stesso Braddock (stupenda la restituzione dei soldi avuti dal sussidio con la motivazione: hanno aiutato me; a me non servono più; ve li ridò in modo che possiate aiutare altri come avete fatto con me).

Voto film: 5

Voto libro: 7

Promemoria: "L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa"

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categoria:film
venerdì, 24 marzo 2006

Baker Nicholson - Checkpoint

Centoquattro pagine di dialogo a due (se si escludono le due righe del servizio in camera) che si divorano con un sorriso amaro in meno di mezza giornata.
Un libro che lascia sulla pelle più america dei film di Michael Moore.
Verità e deliri visionari su presidenti, guerre, economia, aborto e politica estera in un crescendo di indignazione e surrealtà, bistecche ben cotte e cadaveri innocenti.
Qualcuno si metta al lavoro per farne una versione italiana.

Voto: 7

Promemoria: “Jay: <Non riesco a sopportarlo, Ben! Non ci riesco! Devo fare qualcosa! Hai presente quando il tizio fa quei discorsi radiofonici, e ha quel modo di parlare biascicato, come fosse ubriaco anche se in realtà non lo è … e pensi alla guerra per le strade laggiù e a lui che qui fa a pezzi quel che è rimasto del paese, e ti viene voglia di diventare un assassino, niente più che un ASSASSINO!>”

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categoria:libri
martedì, 21 marzo 2006

Non ti muovere

Castellitto imbruttisce una bravissima Penelope Cruz per costruire un film a tratti fastidioso (nel senso positivo del termine, un film che produce reazioni), violento e dolce al tempo stesso. Un'analisi sul lato oscuro, sulla vita e il desiderio,  sull'imperfezione e l'apparenza. La doppia vita del protagonista e (o é?) il degrado del nostro Paese. Al tutto si aggiunge un tocco di magia appena accennato. Peccato solo che visivamente assomigli a una delle fiction nostrane il che ti porta ad aspettare da un momento all'altro l'arrivo del carabiniere di turno.

Voto: 6,5 

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categoria:film
lunedì, 20 marzo 2006

Alexander

Un film pessimo con tutti gli attori (Colin Farrell, Angelina Jolie, Anthony Hopkins) al loro peggio e un regista (Oliver Stone) che realizza la sua opera forse più brutta in assoluto. Il kitsch elevato a ricerca storica, visivamente e narrativamente noioso.

Voto: 4

 

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categoria:film
mercoledì, 15 marzo 2006

Una storia vera

Il film parte à la David Lynch con i primi due minuti di tensione basata sul nulla per poi sembrare diretto da un altro regista se si escludono alcune immagini o dialoghi surreali tipici di questo regista che fino a questo film consideravo molto sopravvalutato.

Sicuramente il film più bello di David Lynch proprio perché tiene a freno David Lynch.

Un film che dovrebbe essere noioso e invece è commovente senza cadere nel mieloso. La storia di un uomo che realizza una sua personale odissea con un tagliaerba solo per raggiungere il fratello malato. Un film di non detto, che rappresenta solo il lato buonista dell'america e degli americani ma nonostante questo risulta quasi credibile (sembra che sia basato su una storia vera, ma con Lynch non ci metterei la mano sul fuoco) oltre che sicuramente poetico e a tratti anche divertente. Un film stupendo, che incredibilmente scorre in modo rapido grazie a un tocco di regia di un'eleganza unica, con una meravigliosa fotografia e la musica di Badalamenti che solo raramente diventa fastidiosa.  

Voto: 8

Promemoria: il rientro in paese dopo il primo tentativo.

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categoria:film
mercoledì, 15 marzo 2006

Markaris Petros - Si è suicidato il Che

Markaris conferma la sua abilità nello scrivere gialli scorrevoli e leggibili basandosi su trame semplici ma che spesso ti lasciano col gusto amaro dell’improbabile al momento della stoccata finale.
In questo nuovo caso sarà molto difficile, in particolare per il lettore italiano, considerare credibile la motivazione che starebbe alla base dei suicidi di alcune delle più eminenti personalità greche. Da noi, con segreti come quelli, male che vada ti eleggono al parlamento europeo.
Solo l’irritante umanità del commissario Charìtos, che si conferma una buffa macchietta ostinata e vede continuamente intuizioni geniali dove chiunque vedrebbe semplicemente un paio di passaggi logici, riesce a rendere in parte interessante la lettura.
Il mistero più grande resta comunque la mente di Markarìs, un ovvio caso di personalità multipla. Non può esistere altra spiegazione per chiunque, dopo aver letto un suo romanzo, prenda in considerazione la sua collaborazione pluriennale alla scrittura delle sceneggiature di Anghelopoulos.

Voto: 5,5

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categoria:libri
domenica, 12 marzo 2006

Milano – Manifestazione 300 cosiddetti no global

La reazione dei cittadini alle devastazioni attuate da questo centinaio di coglioni rappresentano il corrispettivo del nuovo secolo alla marcia dei 40.000 di Torino in risposta agli scioperi ad oltranza alla Fiat nel 1980.
Quelle persone che hanno tentato di linciare i vandali fermati dalle forze dell’ordine (che, per una volta, sembra si siano limitate a difendere coloro che altri volevano picchiare) al grido di: a noi ci vogliono anni di sacrifici per comprare quelle macchine e case che voi devastate, rappresentano lo spirito del nuovo secolo meglio di molti dibattiti o saggi sociologici.
Così come i colletti bianchi desiderosi di riprendere a produrre e i torinesi stanchi delle agitazioni ad oltranza posero fine pacificamente ad anni di lotte sindacali aprendo la strada agli anni 80, così la reazione violenta della popolazione milanese porrà fine, con le stesse armi di quei vandali che ieri hanno devastato negozi, auto, palazzi, ad un movimento che avrebbe potuto ottenere ben altri risultati (se non altro ben altre simpatie) se fosse riuscito ad affrancarsi davvero da questi gruppi di ritardati (termine da intendersi sia in senso politico che mentale) che non lo rappresentano ma che nessuno isola davvero.
La storia è destinata a ripetersi, i compagni che sbagliano continueranno a sbagliare, ma nessuno obbliga  quelli che non sbagliano a continuare a tollerarli.
Non si pretendono mille Guido Rossa (vivi, ovviamente) ma il fatto che non si abbia notizia di nessuna figura paragonabile in tutto il movimento no global porta a trasformare le presumibili antipatie esistenti in vigliaccheria o controproducente, seppur fastidiosa, accettazione.

Voto: 0

 

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categoria:eventi
domenica, 12 marzo 2006

Derek Raymond – Gli inquilini di Dirt street

A quanto pare Derek Raymond sta andando di moda. Non si spiega altrimenti la pubblicazione di questo secondo romanzo indegno (dopo quell’altra indecenza che era Atti privati in luoghi pubblici) entrambi precedenti alla serie della factory e risalenti a più di trent’anni fa.
Nonostante questo sciacallaggio che offende l’intelligenza dei lettori, allontanando i neofiti da questo genio del male e irritando anche gli estimatori più acritici, non bisogna mai dimenticare che i romanzi della factory sono capolavori assoluti del noir più crudo.
Del resto anche Rothko dipingeva porcherie prima di arrivare alla codificazione dell’arte della sua maturità.

Voto: 4

Promemoria: Derek Raymond è morto a Londra nel 1994. Sottrattosi ben presto all’educazione borghese impartitagli dalla famiglia, ha iniziato a viaggiare vivendo, tra gli altri luoghi, in Marocco, Turchia, Italia, e improvvisandosi nei lavori più improbabili: dal riciclaggio di auto in Spagna all’insegnamento a New York, dall’impegno come tassista alla carriera di trafficante di materiale pornografico.

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categoria:libri
domenica, 12 marzo 2006

Hans Tuzzi – Il maestro della testa sfondata

È impossibile resistere al primo interrogatorio, il classico esempio di come annoiare a morte il lettore per poter dire: “Ehi, ho scritto un romanzo di 274 pagine!” che, a quanto pare, per molti suona meglio che poter dire: “Ehi, ho scritto un romanzo di 120 pagine ma tutti l’hanno letto fino alla fine!”

Voto: sospeso per abbandono a pag. 24.

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categoria:libri
venerdì, 10 marzo 2006

Girolamo De Michele - Scirocco

Se non ci fossero alcuni errori degni di paperissima (pag. 248, 0 in geografia: prossima uscita Sasso Marconi nel tragitto Nizza-Bologna; pag. 520, W Romero!: “pensa Lester entrando in trattoria”, le ossa, al massimo, considerando che è morto da anni; pag 522, lo sapesse la motorizzazione…: macchina di Sandro, quando la macchina era di Andrea) e quello slogan idiota sempre in bocca alla protagonista femminile (quel “fottiti, stronzetto”, che dovrebbe connotarla come personaggio giovanile  suona falso la prima volta, infastidisce la seconda, è insopportabile la terza e fa venir voglia di buttare il libro fuori dalla finestra per ognuna delle successive … e vi garantisco che sono tante) questo libro sarebbe un capolavoromMolto vicino all’idea di romanzo civile più che di noir.
Una trama avvincente e ben dominata nella sua complessità, una conclusione che non è un happy end pur nella vittoria dei buoni, un leggibilità estrema anche nei continui rimandi tra finzione e storia d’Italia, la consapevolezza che tutto ciò potrebbe realmente accadere fanno entrare De Michele nella cerchia ristretta dei grandi scrittori di genere italiani.
Si consiglia per il prossimo romanzo (sperando sia a breve) una rilettura più attenta prima di andare in stampa e di togliere il saluto a Lidia (autrice dello slogan, a quanto sembra).

Voto: 7

Promemoria: “l’evento riportato nella parte 6 capitolo 12 è un auspicio.”

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categoria:libri
venerdì, 10 marzo 2006

Girolamo De Michele – Tre uomini paradossali

Sinistra extraparlamentare, anni 70, tele di Bacon, alta finanza, cattivi molto cattivi e buoni non molto buoni, un eroe innamorato che fa il caffè con la napoletana e una trama un po’ tirata per i capelli, di quelle che ogni passaggio necessità di un abbocco pressoché obbligatorio per garantire  credibilità alla soluzione finale.
Un noir italiano scritto bene anche se con alcune forzature incomprensibili. Il romanzo successivo, ancora più impegnativo, parte bene sullo stile che ha portato al successo i Wu Ming ed è quello che mi ha fatto conoscere questo esordio.
Curiosa la storia del manoscritto, rifiutato per 10 anni e poi pubblicato grazie all’intercessione dei quindici (e, di conseguenza, proprio dei Wu Ming)

Voto: 7-

Promemoria: no, non esattamente. Sono due versi di una vecchia canzone. Li scelsi perché il verso successivo dice: Prova, possiamo solo perdere …

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categoria:libri
venerdì, 03 marzo 2006

Così morì Pasolini: come e perché?
Una ricostruzione di e con Gianni Borgna e Carlo Lucarelli

Serata interessante anche se sono di quelle iniziative che fanno rivalutare la televisione dove, qualche mese fa, ho potuto seguire meglio e più comodamente la stessa "indagine"

Tre le ipotesi attuali sulla morte di Pasolini:
1) Pelosi da solo in risposta a un tentativo di violenza (prima versione di Pelosi, oggettivamente non credibile)
2) Aggressione politica (versione Pelosi 2005, possibile nel clima dell'epoca in cui caserme dei carabinieri facevano da mandanti e garanti per spedizioni di stupro (verità certificata dal processo Rame))
3) Omicidio politico legato al caso Mattei (escluso l'incidente, escluse le sette sorelle come mandanti, omicidio interno legato alle correnti democristiane dell'epoca (Mattei era ormai fuori controllo e troppo potente), passaggio  successivo alla sparizione di De Mauro 5 anni prima per gli stessi motivi, come da conclusioni del procuratore di Pavia 16 anni dopo l'omicidio Pasolini)
Lucarelli non si sbilancia tra le due più credibili mentre Borgna propende spudoratamente sulla terza ipotesi.
In ogni caso tutte cose abbastanza risapute, almeno per chi avesse seguito la trasmissione di cui sopra.
La cosa più interessante era osservare come la sala fosse piena in modo simmetrico rispetto ad un centro immaginario rappresentato dalla mia generazione.
C'erano molti ventenni e molti quaranta/cinquant'enni.
Sembra che i trentenni di oggi, cresciuti nei licei degli anni ottanta, siano una specie che non frequenta.

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categoria:iniziative
giovedì, 02 marzo 2006

Ken Bruen - Prima della notte

Non c’era bisogno dell’omaggio che gli rende l’autore, per sentire aria di Derek Raymond fin dalle prime pagine di questo romanzo. Un noir ben scritto, che non si prende mai troppo sul serio, costruito sulla figura di uno dei personaggi “eroici” meno corretti degli ultimi anni e per questo tra i più reali. Un nuovo detective privato che si fa largo in un settore colmo fino all’orlo e che pensavo ormai al completo.
Jack Taylor sembra uno studente particolarmente dotato appena uscito dalla scuola della Factory.

Voto: 7

Promemoria: “AUTOPSIA: Corpo di un maschio bianco. Sulla cinquantina. Tatuaggio di un angelo sulla spalla destra. Ben nutrito. Peso: 80Kg. Altezza: 1,85cm. Causa della morte: noia”

 

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categoria:libri
martedì, 28 febbraio 2006

Informale- Jean Dubuffet e l'arte europea 1945 - 1970

(fino al 9 Aprile 2006)

Anche quest'anno la fondazione della Cassa di Risparmio di Modena cerca di farci dimenticare la meravigliosa opinione che tutti i cittadini hanno sulle banche italiane regalandoci (nel senso letterale della parola) una mostra stupenda a livello (quasi) di quella dello scorso sull'action painting.

Oltre a Dubuffet (o meglio di) da ricordare su tutti: un'opera di Cy Twombly sempre affascinante nella sua apparente semplicità, la scoperta (beata la mia ignoranza) di Gastone Novelli (personaggio interessante, oltre che per la sua bravura, anche per la sua storia), alcuni Fontana davvero notevoli nella loro matericità e la dozzina di opere di sua maestà Alberto Burri, come al solito una spanna sopra tutti.

Voto: 8

 

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categoria:mostre
lunedì, 27 febbraio 2006

Guillermo Arriaga - Il bufalo della notte

C'è una sola cosa più inaffidabile dei commenti degli scrittori su altri scrittori; i commenti dei critici in quarta di copertina. Per crivere che in questo libro si trova lo stile inconfondibile. la medesima, magnifica, sorprendente violenza narrativa che è in Amores Perros bisogna non aver visto il film o non aver letto il libro. La cosa che stupisce di più di Arriaga è proprio questa: scrive tre bei film utilizzando il medesimo schema narrativo (Amores Perros, 21 Grammi, e anche quello in arrivo, Babel, sembra sia incentrato su tre storie distinte che si intrecciano tra loro, protagonisti Brad Pitt, Cate Blanchett e Gael Gracia Bernal, il Che Guevara de I diari della motocicletta), uno schema narrativo che sarebbe perfetto per un romanzo moderno, ma quando scrive romanzi è piatto come la campagna inglese. La storia non decolla e si fatica a dargli una nuova chance ad ogni pagina aspettandosi qualcosa di diverso.

Per linguaggio, contenuti e violenza narrativa di casa in america latina molto meglio rivolgersi al Colombiano Efraim Medina Reyes (che già dalla faccia sembra Mike Tyson, ma più pericoloso) e al suo C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo, un libro talmente assurdo da essere geniale.

Quelli sì, che sono disadattati come si deve.

Voto: 5

 

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categoria:libri
domenica, 26 febbraio 2006

Judith Revel - In banlieu con Pascal - L'Espresso 24/02/2006

Questo blog è nato con un'utilità del tutto personale. Dopo anni di letture assidue (a strappi, a dir la verità. Il primo libro che mi ricordo di aver letto, avrò fatto sì e no le medie, è stata La madre di Gorkij, pensate che culo. Per quello poi ho letto solo le pagine sportive dei quotidiani per anni) e visioni ripetute ho trovato un sistema elementare (scrivere su un'agenda, se qualcuno si è mai posto lo stesso problema, non lo fai mai) per ricordarmi almeno vagamente quello che leggevo o vedevo (che poi scriva come rivolgendomi a qualcuno, è solo perché viene più semplifice. Scrivere rivolgendomi a me stesso mi sembrava di parlare da solo)

Mi farò vedere in giro per pubblicizzare questo articolo, sfidando il mio innato senso del pudore (e del ridicolo), solo perché è l'articolo più bello che mi sia capitato di leggere negli ultimi cinque o sei anni (forse il più bello in assoluto al pari di quello sulla querelle Raymond Carver vs Gordon Lish) . Per dire, ho scritto anche una mail al direttore(che è poi una direttrice) per raccomandare l'autrice come collaboratrice fissa (e qui il ridicolo va a farsi benedire. Per di più, quando l'ho scritta, pensavo che il direttore fosse Scalfari. E Scalfari, l'ho visto in televisione, mi sta anche un po' sui coglioni).

Comunque ne vale la pena, se servirà a farlo leggere a qualcuno in più.

Racconta dell'esperienza, a quanto sembra ancora in essere, di un'insegnante di filosofia di un liceo delle banlieu parigine (nel titolo scrivono bello grande che è la compagna di Toni Negri. Per quel che mi riguarda poteva anche essere la sorella di Jack lo Squartatore o l'amante lesbica di Madre Teresa di Calcutta. Mi chiedo sempre perché ci sia la necessità di pubblicizzare qualcuno usando qualcun altro e non semplicemente quello che scrive. Tra l'altro lei ha già collaborato, anche se poche volte, con alcuni quotidiani italiani e pubblicato alcuni libri di filosofia. En passant: se c'è una cosa di cui ho imparato a diffidare sono i commenti dei miei scrittori preferiti a libri altrui stampati sulla striscia di copertina. Spero, per loro, li paghino molto per questi attentati alla loro dignità).

Parla del ruolo degli insegnanti meglio di un corso di scienze dell'educazione.

Ti fa entrare nei moti delle banlieu di qualche mese fa meglio di qualsiasi reportage o servizio dei telegiornali dell'epoca (non che per questo ci volesse un grande sforzo. Riassunto dei telegiornali dell'epoca: Hanno bruciato un sacco di macchine. Non bruciano più niente)

Parla del futuro e del mondo che verrà (se continueremo ad affidarci alla semplice forza d'inerzia) senza accorgersi nemmeno di parlarne.

E' un trattato di sociologia in quattro pagine ma, a differenza dei trattati di sociologia, inizi a leggere, finisci e ti viene da chidere: ancora!

Il tutto con un'umanità e un talento narrativo tale da far impallidire decine e decine dei nostri (e non solo) cosiddetti scrittori.

Voto: 10

  

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categoria:articoli
domenica, 26 febbraio 2006

Ma quando arrivano le ragazze?

Bel film di Avati con un Santamaria bravo come al solito e un Johhnny Dorelli strepitoso nella parte del padre frustrato in piena crisi di (ben oltre la) mezza età (che poi non si capisce come mai tutti i frustrati del cinema debbano essere miliardari. I poveretti, nei film, al massimo sono tristi o incazzati. Si vede che in fabbrica non c'è tempo per affrontare le proprie (dis)illusioni)

Si parla di musica, amore, talento, tradimento, aspettative, amicizia, fiducia, rapporto genitori-figli e genitori-genitori.  Della vita, insomma.

Tema impegnativo ma molto interessante se si riesce ad evitare il didascalico o l'educativo.

Voto: 7

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categoria:film
sabato, 25 febbraio 2006

Matthew Sharpe - Gli Schwartz

Questo romanzo sembra scritto da un computer, più che da uno scrittore. Più interessante la storia dei rifiuti ricevuti dall'autore prima della pubblicazione e successivo trionfo dello stesso libro. Il libro perfetto da leggere in una settimana in cui si ha voglia di qualcosa di leggero, irrealistico ma divertente e non noioso. Certo la grande letteratura è altra cosa ma il passatempo vuole la sua parte.

Rimane quella sensazione di troppa perfezione che all'inizio fa gridare al capolavoro per poi trasformarsi in qualcosa di forzatamente artificioso e fastidioso.

Potrebbe avere la stessa funzione che Munch ha per l'arte contemporanea. Il libro perfetto per chi si deve accostare per la prima volta al mondo della lettura. Per poi crescere e passare a qualcosa di più vero.

Voto: 6,5

 

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sabato, 25 febbraio 2006

Ian McEwan - Sabato

Due belle raccolte di racconti (Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola), un romanzo che è un capolavoro (Il giardino di cemento) un paio che ci vanno molto vicino (Cani neri, Cortesie per gli ospiti), nonostante questa bibliografia, che ben pochi autori si possono permettere,  McEwan da 12 anni non azzecca un romanzo accettabile.

Sarà che ha iniziato piuttosto giovane, ma nessuno lo obbliga a continuare a rifilarci queste poltiglie a sfondo inutilmente psicologico con risultati scadenti e oltremodo irritanti per chi l'ha conosciuto grazie a lavori che oggi sembrano scritti da un altro. E nessuno obbliga i critici a continuare a presentarlo come il più grande romanziere inglese vivente anche se, onestamente, la mancanza di alternative rende l'affermazione piuttosto plausibile.

Voto: 4 

postato da: icecreamman alle ore 17:37 | Permalink | commenti (1)
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